newsletter N° 142     07.09.2016 05:43:14

Italian                                                                                            Back
 

THE PALM AT THE END OF THE MIND

Fabrizio Giannini , Bruno Labouret
a cura di Rita Selvaggio con la collaborazione di Diego Cassina

dall’8 giugno al 30 settembre 2016

Dall'esperienza di Starfin, che fin dagli anni 80 è stata al servizio di importanti famiglie imprenditoriali, nasce Albacore che prosegue nel rispondere all'esigenze uniche della sua clientela sofisticata con soluzioni integrate ed innovative nel campo del wealth management. Tax advisory, Asset management, Corporate Administration, filantropia ed oggi anche Art Advisory, il tutto in un team unico e competente con oltre 20 anni di esperienza.

The palm at the end of the mind, il primo verso di Of Mere Being - poesia scritta dal poeta americano Wallace Stevens nel 1957- è il titolo della mostra con cui Albacore inaugura la sua nuova sede. Un percorso espositivo che si snoda ambiente dopo ambiente, nel succedersi delle stanze, e presenta gli ultimi risultati della pratica artistica di Fabrizio Giannini e Bruno Labouret. Pianta sacra per gli antichi Egizi, immortale e sempreverde, la palma non teme le tempeste marine, né i venti caldi del deserto. In greco veniva chiamata Phoinix, ossia fenice, il favoloso uccello che si cibava di perle e incenso e rinasceva dalle proprie origini.

La palma è un elemento iconografico che Giannini sovrappone all’immagine delle opere d’arte riprodotte su pagine sottratte a cataloghi d’asta e, allo stesso tempo, è un emblema esotico che accentua l’insolita e impossibile realtà dei paesaggi immaginari di Labouret. La palma, pianta autoctona, è stata portata in Svizzera dai tedeschi al tempo in cui, per i turisti della prima ora intrisi di sensibilità romantica, le montagne alpine e i laghi prealpini acquisiscono una valenza del tutto eccezionale. A tal proposito, i modelli di riferimento in voga tra il diciottesimo e la prima parte del ventesimo secolo, si fondavano sull’esemplare urbanistico della “città per stranieri al Sud” come Hermann Hesse aveva definito una sorta di città ideale della regione dei laghi. La palma è oltretutto una pianta proibita in Svizzera perché considerata invasiva ed inserita nella lista di questa tipologia. Un elemento, estraneo ad una situazione e ad un luogo, paragonabile, come sottolinea lo stesso Giannini, a quello che in ambito informatico corrisponde al “virus”. La recente ricerca di Giannini continua a perseguire infatti un serrato dibattito con la sfera dell’informatica e della comunicazione e l’icona della palma viene interpretata in questo ambito come un elemento che fa parte dell’immaginario collettivo. I paesaggi di Bruno Labouret nascono da un altrove della mente o da frammenti di ricordo ricomposti sulla superficie della carta. Sono una forma astratta della realtà materiale che si costituisce ad oggetto d’esperienza e che si va progressivamente scarnendo sino a ridursi ad un cerchio di colore, ad un occhio nudo.

Alla fine della mente… al limite dello spazio, c’è una palma e questa palma è il puro e semplice essere.

Fabrizio Giannini (1964), vive e lavora a Lugano.

Si è formato a Londra e a Parigi e ha esposto sia in Svizzera che all’estero. Tra le mostre principali, si ricordano
Young, Neue Fotografie in der Schweizer, Fotomuseum Winterthur (1999); Backlight02. 6th International Photographic Triennial, Photographic Center Nykyaika (Tampere, 2002); In diesen Zeiten. Incontro con la giovane scena artistica svizzera, Centre PasquArt (Bienne, 2003); Julia Kaelin and Fabrizio Giannini,Galerie AP4-ART (Ginevra, 2005); Che c’è di nuovo?, Museo Cantonale d’Arte (Lugano, 2006) e, sempre nella stessa sede, Sguardi sulla collezione . Ricerche artistiche in Ticino dal 1970 ad oggi (2008), e  la personale Live without dead time (2010) presentata nell’ala est del Museo. Più recentemente Giannini ha presentato Let’s call the whole thing off presentata presso i2a: la casa dell’architettura
Nel 2001 Giannini si aggiudica il Premio federale delle belle arti.

Bruno Labouret (1957, Francia), vive e lavora a Vernate.

Tra le sue mostre personali: Kunst Salon Vogelsang/RFNK, (Zurigo,2004-5); Galleria Mosaico, (Chiasso, 2006 e 2010); Studio DR, Arte Contemporanea (Roma, 2007); Galerie Hopillart Leroux (Carré Rive Gauche, 2008); La Cantina-Fondazione noWomanNoLife (Muzzano/Lugano, 2014).
Tra le mostre collettive si ricordano: Kunst im West (Zurigo, 2010); Raum Für Neue Kunst, RFNK (Zurigo, 2010, 2011, 2012, 2013, 2014, 2015) e da De Primi Fine Art, (Lugano 2015). Le sue opere sono presenti in diverse collezioni, tra cui la Collezione dello Stato del Canton Ticino.
 

 
 

Albacore SA
Via Nassa, 29 - Lugano
www.albacore.ch

Visite su appuntamento
dal lunedì al venerdì 9.00/17.00
tel. +41 91 985.3510


 

Plug-in
Contemporary art services
www.plug-in.ch
 
   
subscribe | up-date                                                   to unsubscribe click / here  

 

     
 

 

© Plug-in.ch (Switzerland) 1998 - 2005 - All rights reserved Email: info@plug-in.ch