Il CACTicino Centro d’Arte Contemporanea Ticino a
Bellinzona apre la stagione 2005 sabato 12 marzo 2005
alle ore 17:30 con l’esposizione tematica titolata
COABITAZIONI COATTE
Mounir Fatmi, Fabrizio Giannini, Damir Nikšić,
Salis & Vitangeli, Akram Zaatari
Con questa prima mostra dell’anno il CACTicino presenta artisti
provenienti dal Mediterraneo, bacino dei Balcani e Medio Oriente
e/o in generale del Mondo Arabo. Coabitazioni coatte
– esposizione prevalentemente di opere video – sottintende
una denuncia al mondo contemporaneo, e ancor più alla sua
gestione politica, sociale ed etico-morale da un punto di vista
geografico ben preciso.
Quello odierno rappresenta un importante momento storico di
cambiamenti, in cui il nostro rapporto con la Storia, la sua
elaborazione e con la società delle istituzioni evidenzia un
divario vieppiù grande tra mondo reale e istituzionale; siamo
tutti testimoni di un processo di tendenza all’eliminazione
delle libertà individuali e/o collettive per sostituirle
prepotentemente con la manipolazione, con un violento
colonialismo culturale e l’affermazione meramente
politico-economica di un concetto nord-sud. L’evidente, a
tratti, demagogia delle operazioni politiche si autoalimenta con
un sistema di network nelle mani di una classe. Al concetto di
dialogo si vorrebbe contrapporre quello di guerra preventiva,
alla moderazione la politicizzazione forzata in un clima, nel
quale è pressoché difficile ormai distinguere il vero dal reale.
Come vanno interpretati i recenti cambiamenti della società
contemporanea? Come tentativo di contaminare il pensiero libero,
la cultura e le tradizioni, e di inibire – se non di eliminare
completamente – qualsiasi personale caratteristica di
valutazione?
Ed è proprio in questo delicato momento storico di alterazione e
di crisi che l’artista assume un’identità quasi sciamanica di
trasformatore di un valore politico-monetario-carnale in un
valore totalmente spirituale. Egli non utilizza più un mezzo
esclusivamente espressivo, bensì si riappropria del proprio
statuto di agente mediatico e comparativo.
Con la proiezione video Manipulations (2004)
l’autore marocchino Mounir Fatmi (1970) presenta il tema
del gioco come elemento creativo, di fantasia mentale e dalle
mille combinazioni della vita. L’opera – critica e autocritica –
dà una visione del mondo arabo e si riassume visivamente con un
close up di due mani che manipolano incessantemente il
famoso cubo Rubiks con lo scopo di condensare uno stesso
colore su ognuna delle sue facce. Ben presto, però, i colori
spariscono per lasciare posto al nero, il non colore; il cubo
nero rimanda quindi, per forma, all’immagine di uno dei santuari
mussulmani più antichi del mondo: la Kaaba. Le mani si
sporcano di colore, grondante, a indicare il sangue versato, ma
anche il petrolio, oggetto di contesa economica tra Occidente e
Oriente.
Fabrizio Giannini
(1964), artista multimediale svizzero, presenta anch’esso in
proiezione video da computer un’opera per così dire “telematica”
o legata all’universo tecnologico dal titolo Coito.664
(2005). Su muro sono proiettati in sequenza gran parte dei
nomi di virus informatici presenti oggi sul mercato delle
“malattie” legate al mondo degli ordinatori e con le quali
dobbiamo coabitare. Il computer è diventato un mezzo di
comunicazione che unisce tutte le geografie – anche culturali –
del mondo. È un’arma di informazione interattiva, che riflette
per definizione il concetto di mondializzazione. All’interno di
una riflessione puramente tecnologica, Giannini riporta la
discussione sulle problematiche legate alla “macchina”.
Damir Nikšić
(1970) – originario della Bosnia Erzegovina e residente a
Chicago – riassume prevalentemente attraverso il mezzo video i
suoi temi prediletti; divisione e riunificazione. Con
Oriental (2004) già presentato in anteprima nell’ambito
di Genova 2004 capitale europea della Cultura, l’autore
mostra in una forma ironico-sarcastica il tragico rapporto tra
Occidente e Oriente.
Nikšić – autore e attore – gioca il ruolo del cantante,
rifacendo il verso a uno dei tanti modelli televisivi MTV. Il
testo drammatico della canzone stride con lo stile mieloso e di
consumo, facendo scaturire quel sottile, quanto intelligente,
sarcasmo tipico dei lavori di questo interessante autore.
Morning Star #2
(2004) della coppia Salis & Vitangeli (Giovanna Salis,
1970 & Massimo Vitangeli, 1950) è l’evocativo titolo di un clip
di pochi secondi, in cui è riprodotto, con ripresa fissa, una
macchina per l’uccisione degli insetti come se ne vedono tante,
specialmente d’estate nei luoghi pubblici, costruite per
fulminare e uccidere con il suo voltaggio qualsiasi insetto
notturno; soprattutto le falene presenti unicamente nel
Mediterraneo. L’opera svela la sistematica e consapevole
intenzione di uccidere la fastidiosa presenza della falena ed è
accompagnata da un audio elaborato in forma di climax ascendente
(che ne rafforza la drammaticità) e discendente verso la fine
del video a rappresentare la morte.
Dell’artista libanese Akram Zaatari (1966) viene
presentata l’opera Red Chewing Gum (2000), che
narra la storia della separazione tra due amici, elaborata
attraverso l’uso quasi aleatorio di diversi piani temporali e
spaziali. L’impotenza del narratore di fronte al tempo che se ne
va portando con sé le intime esperienze di vita, si manifesta
con il tentativo di ricostruire nostalgicamente la memoria, di
idealizzare il vissuto; ultimo vano e disperato grido di
riesumare a riattivare il passato. Zaatari è un valoroso
interprete della società libanese, stigmatizzandone le realtà
politiche e culturali attraverso temi quali l’identità e la
sessualità.
La mostra è visibile per il pubblico da venerdì a domenica
dalle ore 14:00 alle 18:00 e rimarrà aperta fino al 30
aprile 2005.
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Fabrizio Giannini, "Coito.664",
2005
Computer-generated projection |