„1/4 Century – fotografia
ticinese 1980 – 2005”
Galleria d’arte Fondazione Patrizio
Patelli, Locarno
Dal 12.9. al 4.11.2006
Inaugurazione martedi’ 12 settembre
alle ore 18.30
Mostra a cura di Reza Khatir/smaller>/fontfamily>
Opere di Gian Marco Agazzi,
Fiorenza Bassetti, Marco Beltrametti,
Edo Bertoglio, Lorenzo Bianda, Pier
Paolo Bianda, Roberto Buzzini,
Giosanna Crivelli, Marco D’Anna,
Dona De Carli, Edgardo Gandolfi,
Fausto Gerevini, Fabrizio Giannini,
Adriano Heitmann, Reza Khatir,
Roberto Raineri-Seith, Reto Rigassi,
Ely Riva, Alfonso Zirpoli.
25 anni fa in Ticino il concetto
stesso di „fotografia d’autore“ era
pressoché sconosciuto al di fuori di
una ristretta cerchia di persone. Il
lavoro del fotografo, allora come in
parte ancora oggi, caratterizzava
infatti nell’immaginario collettivo
soprattutto quello rivolto alla
fotografia di consumo o legata alla
memoria individuale (dai matrimoni
ai battesimi alle foto-passaporto) e
quella di réportage svolta dai
professionisti legati ai quotidiani.
E’ soltanto nei primi anni ’80 che
alle nostre latitudini inizia a
svilupparsi anche una fotografia
alta, legata sia alla
pubblicità, sia all’ambito culturale
e artistico, a stretto contatto
quindi con aziende, industrie e
agenzie pubblicitarie, o con
istituzioni, musei, gallerie d’arte,
studi di architettura, di cui
reclamizzava i prodotti, documentava
progetti e allestimenti, illustrava
i cataloghi, o ancora conservava la
memoria degli interventi di restauro
dei monumenti storici. Il contatto
privilegiato con questo tipo di
clientela e con un contesto che
impone al fotografo elevate
competenze tecniche, creative e
culturali, costitui’ indubbiamente
uno degli elementi che portarono
molti professionisti dell’immagine a
realizzare, parallelamente ai lavori
su commissione soprattutto nel campo
della fotografia di architettura,
still life e pubblicitaria, anche
progetti personali finalizzati a
mostre, pubblicazioni e concorsi.
Un primo bilancio sulla produzione
dei fotografi ticinesi attivi in
questo ambito fu fatto, nel 1987,
con la pubblicazione da parte della
Fondazione Svizzera per la
Fotografia del volume „Il Ticino e i
suoi fotografi“, edito nelle tre
lingue nazionali e che raccoglieva
le immagini degli autori sia in
parte già affermati, sia emergenti
dell’epoca.
Successivamente, un’ulteriore e
importante stimolo alla diffusione
della fotografia come forma d’arte
fu l’istituzione negli anni ’90 da
parte della Società Ticinese di
Belle Arti, con sede a Lugano, del
“Premio della Fotografia STBA”, che
dal 1993 fino al 1997 venne
assegnato annualmente a un fotografo
professionista della Svizzera
italiana (tre dei quali sono
presenti nella mostra allestita
presso la Galleria della Fondazione
Patelli) al quale si accompagnava la
pubblicazione di una cartella di
fotografia destinata al mercato
collezionistico.
A queste iniziative si affiancava
l’importante azione di divulgazione
e promozione della fotografia
d’autore svolta da parte della
Fondazione Galleria Gottardo di
Lugano su iniziativa di Fernando
Garzoni, con mostre, pubblicazioni e
acquisizioni di opere per la
collezione della galleria, che hanno
coinvolto anche numerosi fotografi
ticinesi, protrattasi con regolarità
sino alla fine del secolo scorso.
A partire dal 2000 sotto la
direzione di Guglielmo Volonterio è
stato istituito il Fondo Cotti per
la fotografia, in aggiunta al già
esistente fondo Cotti per l’arte
contemporanea svizzera della città
di Lugano, che ha raccolto una
collezione di fotografia
contemporanea di autori della
svizzera italiana, organizzando
diverse esposizioni della stessa nei
musei elvetici e pubblicandone un
importante catalogo nel 2003.
„1/4 Century“ riunisce quasi tutti i
fotografi della Svizzera italiana
che hanno operato e sono stati
premiati nei contesti citati o che
attraverso pubblicazioni,
esposizioni in gallerie e musei di
rilievo hanno caratterizzato la
fotografia d’autore del Cantone in
questo ultimo quarto di secolo. Essa
rappresenta quindi da un lato
un’importante occasione per una
visione d’insieme delle immagini che
gli autori invitati ritengono
maggiormente rappresentative del
proprio lavoro, e si pone al
contempo come statement sulla
produzione in ambito artistico della
fotografia ticinese.
